23 agosto 2026 - Formaggio a latte crudo: “Etichetta chiara, unica soluzione”
Paolo Chiandotto, Presidente dell’ Associazione per la lotta alla SEU, a distanza di pochi giorni dall’intervista su “Alimentando” si trova di nuovo costretto a intervenire sul tema del latte crudo.
In risposta al sindaco-veterinario del comune di Capracotta (IS) che difende i formaggi a latte crudo sulla base del fatto che lavorando con le dovute accortezze e rispettando tutte le condizioni igieniche (vacche sane, caseificio pulito) si può stare tranquilli, il Presidente, interviene con una lettera al giornale “VirtùQuotidiane”.
“Quante cagliate vengono testate settimanalmente? Quali sono i dati delle cagliate positive? Qual è la percentuale delle forme controllate rispetto a quelle prodotte? Le autorità preposte al controllo (regionali) quanti controlli fanno? Con che cadenza? Quali sono i risultati? Il Molise ha una rete per determinare le infezioni da Stec nell’uomo?”.Queste sono, secondo Chiandotto, le domande alle quali bisognerebbe dare risposta.
” Eppure - denuncia il presidente dell'associazione per la lotta alla SEU - nessun produttore che ci dica quanti controlli faccia all’anno e i suoi risultati. Tutti si limitano a difendere la salubrità, le proprietà nutrizionali e quant’altro, ma i dati nessuno!”.
“L’unica soluzione per noi possibile e doverosa è quella di mettere delle etichette chiare che indichino che il consumo di questo alimento non è consigliato a bambini al di sotto dei 10-12 anni, donne in gravidanza, soggetti fragili e/o immunodepressi'”, conclude Chiandotto.
Continuiamo a ribadire che al centro della nostra posizione c’è un punto fondamentale: parlare dei possibili rischi non significa essere contro le produzioni tradizionali o contro i formaggi a latte crudo. Significa tutelare chi è più vulnerabile.
Ringraziamo VirtùQuotidiane per aver pubblicato integralmente le precisazioni del nostro Presidente.
Leggi